MilanoAnthology su C6 TV

January 27th, 2008 di Elena

Domani, a partire dalle 19.30, tipo, su C6.TV in diretta presentazione / lettura / intervista di MilanoAnthology.

Interverranno Matteo Ninni, Michele DeGennaro, Andrea Castelli, Maura Gancitano (via Skype) e la sottoscritta.

Stay Tuned…

Milano is Burning

December 14th, 2007 di Elena

(Frangetta - Milano is Burning)

Eh beh.

Ciao a tutti, milanesi e non.

Stay Tuned

Mezzogiorno e mezzo dappoco

November 15th, 2007 di Andrea Castelli

Bisogna scrivere qualcosa su Milano. Qualcosa su Milano… non devo partire convinto già di una tesi, nessuna idea preconcetta. Milano, la mia città, non è necessariamente né il male, né uno specchio del migliore dei mondi possibili. Non sarebbe onesto, no?

Scrivere cosa? Una storia forse? Un affresco magari. Posso provare a visualizzare un luogo per cominciare; anche se inflazionato, che importa?

Ma forse, pero’, importa..

Magari partendo dalle colonne di San Lorenzo, appena sgabbiate da una corazza che le rendeva insieme inavvicinabili ed inguardabili, poi scendendo verso sud, verso la periferia. La via anche oggi è trafficata da ogni genere di rappresentanza della varietà dell’umana stirpe.

Schivo il venditore di rose e l’ubriaco questuante, sentendomi giusto un pochino sporco per questo disinteresse, ma il senso di colpa si spegne in due secondi netti, un secondo meno del giorno prima, un secondo in più del giorno che verrà, per l’apparizione di un tripudio di curve messe tutte su di un’unica ragazza, a ricordare quanto è ingiusta la distribuzione di beni nella società. Per farmi forza a questo pensiero, prendo una pastiglia verde di Neurontin dalla scatoletta che mi porto sempre dietro. L’effetto benefico, a rigor di logica, dovrebbe sopravvenire solo dopo alcune ore. Io pero’ mi sento immediatamente più rilassato.

Cerco di tenere a bada la mia insana attrazione per i vicoletti. Ho sempre adorato le viuzze strette delle zone centrali, in qualsiasi posto mi sia trovato. Scure e spesso tortuose, mi vien fatto di pensare che siano in qualche modo le budella vive della città, e davvero dai vicoli di una metropoli si possono capire un sacco di cose sulla città stessa, al modo in cui un dottore è in grado di capire dalla digestione di un suo assistito una varietà di informazioni sul suo stile di vita e le sue patologie.

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Video - Parole sull’ Acqua

November 9th, 2007 di Elena

Direttamente da Youtube… il Video di Parole sull’ Acqua con presentazione di MilanoAnthology!

Io non c’ero ma voi siete bellissimi.

Stay Tuned

Cassinetta in numeri (molto sparsi)

October 28th, 2007 di Giuseppe Braga

Uno: il sindaco di Cassinetta, con cravatta rossa (primo per dovere di ospitalità)

Ventisette: il giorno, anzi la sera

Dieci: il mese

Uno: il conduttore della serata, ottimo preambolo e grazie per i complimenti

Zero: le fette di focaccia che ho trovato, già sbafate dagli altri, più puntuali del sottoscritto

Otto e un quarto: l’ora in cui sono arrivato, troppo tardi per la focaccia, sì, ma in perfetto orario per la presentazione

Trentadue: le persone presenti nel momento di massima affluenza (non le ho contate, lo ammetto, ma a occhio più o meno erano quelle)

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Titoli da free-press

October 24th, 2007 di matninni

Avevo fatto un lavoro, tempo fa. Mi ero trascritto una serie di titoli copiati dai giornaletti free-press che abbondano alle entrate e alle uscite delle metropolitane.
Alcuni sono eccezionali, anche nella lora drammaticità.
Oh, questi ci descrivono Milano meglio di qualsiasi altro. Ma nessuno è in grado di fare meglio, neanche la Moratti con gli amici dell’expo.
Questi dovrebbero andare dal Titolatore della free press e dirgli “Dicci un po’ com’è Milano, amico Titolatore”.

Ecco qui:

Bermuda e camicia, purchè stropicciati
Mobilità per 783 dipendenti
E il macho si scoprì fighetto
Baby gang in bici
Sarà un estate barbecue
Viviamo tra i rottami
Per due giorni la città diventa un’isola esotica
Dipendenti da due mesi senza stipendio
Il sushi si trasferisce al parco
Sequestro e stupro di gruppo
Single, una vita infelice
Parte la corsa ai saldi per 400.000
Morto in un cantiere a 17 anni
Sms, la rivincita dei romantici
Allarme droga
Caro pane, lievita la michetta
Traffico, via ai blocchi antismog
50mila milanesi tirano di cocaina
Allarme strozzini
Bisogno di flessibilità’?
Pubertà anticipata, “adulti” a 8-9 anni
Ecstasy, hascisc e coca. Si comincia a 11 anni
Checco ha cambiato casa e miagola troppo: proviamo a guarirlo
Massacra la madre a pugni, preso
72enne si spara. La fidanzata 29enne lo aveva lasciato
Festa in Duomo: Tettamanzi benedice contadini e trattori
Farmacisti, scoppia la guerra della purga
Bomba a Segrate, domenica la rimozione
Bomba a Rogoredo, ore 18: torna la normalità
Redecesio, fatta brillare la bomba. In 3mila fuori casa per otto ore
Ciampi: dolore per piazza Fontana
Falsi turisti cinesi, pagavano per diventare clandestini
Arriva l’afa africana: farà caldo, anzi caldissimo
Morì per esalazione della stufa, condannati gli idraulici

E via così…

Milanoanthology a Cassinetta di Lugagnano

October 24th, 2007 di Redazione

parole

La prossima presentazione di Milanoanthology si svolgerà sabato 27 ottobre alle ore 20.30 nell’ambito della manifestazione “Parole sull’acqua, assaggi letterari sulle rive del Naviglio“, presso la Sala Consiliare del Comune di Cassinetta di Lugagnano.

L’evento presentato dall’Associazione LibLab si svolge con il Patrocinio del Comune di Cassinetta di Lugagnano e il sostegno dell’Associazione Amici della Biblioteca.

La rete locale dei Gruppi di Acquisto Solidale “I Fontanili” offrirà assaggi di prodotti di qualità ad alto contenuto sociale.

Istinto paterno

October 24th, 2007 di michelangelo cianciosi

La notte non ha proprio nessun rispetto.
Si prende me e il mio letto e ci mastica per sei, sette ore. Poi ci sputa dove ci ha presi, come un enorme chewing gum che ha perso sapore. Sta a me, poi, cercare di spiccicarmi dal materasso. Strofinarmi la faccia, fare la doccia, lavarmi i denti, sono solo degli inutili tentativi per scollarmi di dosso i residui di sonno.
Questa mattina, però, c’è qualcosa in più. Sono le parole dell’ultimo litigio con la mia ragazza, terminato a notte fonda. Tema, la sua voglia di avere figli e la mia totale irresponsabilità che rende la cosa impossibile.
Secondo lei.
Io, invece, sono convinto che sarei un ottimo padre e ho cercato di convincerla. Senza successo.
Da quello che ho capito mi ha fregato il fatto di non aver trovato uno straccio di esempio a mio favore.

Alla fine ce l’ho fatta, sono sul marciapiede di Viale Tibaldi all’incrocio con Via Meda e sto andando al lavoro. Non sono in ritardo, se mi baso sul fuso di Kuala Lumpur. C’è il sole, ma non basta a scaldare questa fredda giornata di fine Gennaio. Ho scelto di indossare i Ray-Ban con le lenti più grandi, sperando che riescano a contenere tutta la mia nottataccia. Sono fermo al bordo delle strisce pedonali e aspetto che il semaforo di fronte a me mi dia il via libera per attraversare la strada. Per esperienza so che non passeranno meno di dieci minuti prima che l’omino rosso ceda il posto a quello verde, quindi ho tutto il tempo di godermi il 3 che dovrebbe portarmi in ufficio sfilarmi davanti rumorosamente e andarsene senza di me. A un certo punto mi compare accanto un giovane padre che tiene per mano un bimbetto coperto come se dovesse affrontare la steppa siberiana. Sono in attesa anche loro. “Papà, andiamo?” dice il bambino e lo ripete tre volte, convinto di poterlo persuadere. Il padre si china per portarsi alla sua altezza, gli indica con un dito il semaforo dall’altra parte della strada e gli dice: “No, non si può attraversare quando il semaforo è rosso. Te l’ho già detto. Non farlo mai, capito?”. Ed io non ho mai sentito in una voce tanta fermezza e tanta dolcezza messe insieme, tanto che la scena mi intenerisce come non succedeva da tempo. Sto assistendo all’educazione di un uomo ed è bellissimo. Quasi non riesco a finire il mio pensiero che vedo un buco, in mezzo al serpentone del traffico che si muove davanti a noi. Subito mi lancio sulle strisce, fregandomene di qualsiasi variazione cromatica. Quando mi trovo a metà del mio percorso sento la vocina felpata del bimbo che chiede: “Papà, ma allora perché quel signore attraversa?”. Mi paralizzo all’istante. Che cazzo sto facendo? Quel bambino sta imparando una delle lezioni importanti della sua vita, qualcosa da cui può dipendere anche la sua sopravvivenza e io mi comporto in questo modo? Tutto per un po’ di ritardo? Vale la pena di vanificare gli sforzi pedagogici di un padre per un timbro rosso sul mio cartellino di ingresso? No che non vale la pena, mi rispondo. Così mi fermo in mezzo al traffico e mi volto verso di loro. Sfodero il sorriso migliore che posso permettermi a quest’ora e mi metto a urlare per superare il rumore dei motori: “Hey, bambino. Mi raccomando, non fare come me. Io sono solo un povero coglione. Chiaro?” e mentre lo dico unisco pollice ed indice della mano destra a fare il segno dell’ok. Ho appena il tempo di registrare l’espressione perplessa del padre, che devo girarmi e completare l’attraversamento. Mentre approdo sul lato opposto della strada sento distintamente la voce del piccolo: “Papà? Che cos’è un coglione?”.

Che secondo me ce la facciamo, sì

October 23rd, 2007 di Giuseppe Braga

che qui voi forse non sapete ma noi stiamo in pieno marasma Expo. Che sono le giornate decisive. Che ci sono da spezzare le reni a quei turchi di Smirne. Che poi adesso in Turchia ci stanno i curdi incazzati neri, dai. Che secondo me ce la facciamo alla grande.

Che ci saremmo potuti anche risparmiare qualche effetto speciale. Che la sindachessa l’ho vista sui giornali di oggi, che stava tutta in ghingheri con la fascia tricolore e sorrideva col suo sorriso molto aperto e sorridente. Che stanno facendo le cose in grande e che non si può dire il contrario certo che no. Che ieri hanno sparato in cinque aree strategiche della città cinque fasci di luce luminosi che ci hanno illuminato la notte. Che la luna a un certo punto non si vedeva più. Che i raggi luminosi azzurrognoli hanno perforato anche le nuvole. Che prima, tutta la delegazione che però non so in quanti fossero esattamente, hanno tutti mangiato panoramicamente all’ultimo piano del grattacielo Pirelli. (more…)

Pausa pranzo alla milanese

October 17th, 2007 di Giuseppe Braga

Ho incontrato il mio amico Lapo sotto i portici di fronte alla Stazione Centrale, era in giacca di velluto pure lui, ma la sua beige. Fumava una sigarettina delle sue, solo tabacco però. Ci siamo salutati e avviati al selfservice Antares, che dovrebbe essere una costellazione, se non mi sbaglio. Ma il nostro Antares sta per terra (c’ha anche una sala sotterranea), in via Vittor Pisani, tutta cemento e palazzoni perlopiù anonimi, e non nel cielo stellato.
Mentre andavamo, sempre sotto ‘sti portici alti alti, direi piuttosto imponenti, vagamente fascisti, ho girato la testa di novanta gradi verso sinistra, non so perché, sarà stato il mio fluido e infallibile intuito magico che mi guida sempre verso i vips d’ogni razza modalità e specie, e chi t’ho visto, di grazia? No, dico, chi t’ho visto? Be’, insieme al barista – stavamo attraversando i tavolini di un bar all’aperto, cioè, all’aperto ma sempre sotto gli imponenti portici – e con la sua, immagino, fidanzata, un tipino morettino grazioso, ma non l’ho vista bene e quindi non ci posso giurare, be’, lì, insieme a loro due, che si salutavano, c’era nientedimeno che Lorenzo (il cognome non lo so e non voglio saperlo), Lorenzo, come Lorenzo chi? Ma Lorenzo, cazzo, Lorenzo, già!, Lorenzo del Primo Grande Fratello! Cazzo, Lorenzo, era davvero proprio lui, già… mannaggia che emozione, ragazzi! (more…)